Senza fili

Avrei preferito un altro finale per un inizio accaduto per caso.

Oggi che i giorni passano monotoni e uguali sento ancora l’odore di pesca, il sapore del caffé amaro tutti i brividi e i sudori di quei giorni incastrati tra il cuore e il fegato.

L’anima riposa sotto un cipresso piantato esattamente nel mezzo del mio petto.

Un alone di nostalgia e solitudine inebria questa calda e pazza estate dove la felicità circonda la mia figura di burattino guidato da fili di cera che si sciolgono al sole. Senza fili, senza anima, senza cuore mi avvio all’inevitabile portone che socchiuso lascia passare un po’ di luce nella buia danza della vita, una vita senza te.

Giuseppe Caputo

Immagini dal web 

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