Incontro al buio – Barbara (@barbara7319)

Arrivai in quel lussuoso hotel in anticipo e molto agitata.

Trascorsi quei minuti che mi separavano dal mio appuntamento al buio nel bagno delle signore fissando il mio volto allo specchio.
Quella mattina avevo deciso di truccarmi come se avessi voluto far uscire fuori un’altra me: le labbra, rosso fuoco, contrastavano il candore della mia pelle; gli occhi da cerbiatta erano di un verde intenso e le ciglia lunghissime mi davano quell’aria sognante ma terribilmente sensuale.
Mi sentivo diversa e per la prima volta mi vedevo bellissima, desiderata.

Quell’appuntamento al buio era una pazzia, una sfida per me che ero sempre stata “quella timida incapace di fare una follia”.
L’adrenalina era a mille, il cuore pulsava così forte che sembrava volesse uscirmi dal petto.
Dovevo calmarmi, avevo bisogno di calmarmi.
Guardai l’orologio, era arrivato il momento di salire.
Mi incamminai verso l’ascensore.
Un signore sulla cinquantina soffermò più del dovuto il suo sguardo sul mio seno prosperoso ed io sentii il sangue affluirmi alle guance facendole diventare rosso fuoco: potevo sentirle bruciare anche senza passarci il palmo della mano.

Ancheggiando spudoratamente chiamai l’ascensore e salii fino al settimo piano.

Mi sentivo terribilmente sexy.

Camminai quasi sospesa fino alla camera 757.
Mi fermai un solo istante, incerta, prima di aprire la porta con la chiave magnetica che avevo ricevuto.
Sapevo benissimo che quello che stavo facendo era una follia, una piacevole follia, ma ormai non potevo più tornare indietro. 

Mi ci vollero pochi attimi per abituarmi al buio della stanza.
Lui era lì.
Avvertivo la sua presenza, sentivo il suo respiro regolare, sentivo il suo profumo che aleggiava nella stanza.

Come ipnotizzata iniziai a camminare lentamente, verso di lui e più mi avvicinavo più sentivo il bisogno di sfiorarlo.
Finalmente la distanza si annullò e me lo ritrovai davanti, il suo respiro a pochi centimetri dalla mia pelle; le sue mani iniziarono a sfiorarmi le guance, le labbra.
Quei gesti erano dannatamente sensuali ed il mio corpo fremette sotto ai suoi sapienti tocchi.

Rimasi immobile mentre la sua bocca s’impossessò della mia.
Un bacio dapprima lento, quasi timido, poi sempre più violento fino a quando le nostre lingue s’incontrarono e iniziò una lunga e lenta danza, un bacio da togliere il respiro.

Poi, improvvisamente, si staccò da me e con le dita iniziò a disegnarmi il contorno delle labbra.
Senza accorgermene mi ritrovai tra la parete fredda della stanza e le sue braccia.
Le sue mani mi toccavano freneticamente facendomi ribollire il sangue nelle vene.
Iniziò una lenta e lunghissima agonia mentre la passione cresceva, mentre il desiderio s’impossessava dei nostri corpi.
Mi aggrappai alle sue possenti spalle.
Volevo di più, molto di più.
Una fiamma mi esplose dentro quando la sua bocca toccò la mia pelle, quando la sua lingua iniziò a scendere sul mio corpo.
Era come se fossi su un’altalena che mi portava sempre più in alto per poi farmi precipitare verso il vuoto.
Piccoli baci come piccole carezze che lasciavano scie di fuoco.
Toccavo la sua pelle, sentivo il suo profumo; sentivo la sua virilità premere contro di me.
Lo toccai con la mano ed un gemito strozzato gli salì in gola.
La passione mi stava divorando mentre i nostri corpi uniti, sudati, saldati l’uno nell’altro si desideravano, si prendevano, ci plasmavamo con le nostre mani, e le nostre bocche si cercavano.
Mi prese per mano e mi condusse verso il letto.

Giusto il tempo di stendermi che…

…iniziai a sentire un suono, come se qualcuno si fosse attaccato ad un campanello.
Fu allora che tutto, come per magia, scomparve.
Mi girai nel letto, spensi la sveglia e rimasi a fissare il soffitto.
Non mi era rimasto niente, a parte il sapore delle sue labbra sulle mia, a parte quel senso di appagamento che si prova solo dopo aver toccato il culmine del piacere, della passione… ecco mi era rimasto tutto questo e la voglia… di rifarlo ancora…

Barbara per@tantipensieri

Immagine dal web

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