Incubo (The end)

 Due settimane dopo


Larry era impegnato nella vendita di due cavalli, stava trattando con due clienti molto facoltosi quando gli squillo’ il telefono e vide che era sua madre. Rispose un po’ scocciato perché sua madre sapeva che, quando era fuori per lavoro, non doveva chiamarlo per stupidaggini perché 1 secondo perso poteva mandargli a monte l’affare. “Mamma, ci sentiamo dopo” disse senza darle nemmeno il tempo di parlare. “Larry so che non ami essere disturbato quando sei fuori per affari ma è urgente”, dalla sua voce emergeva una certa preoccupazione. “Vogliate scusarmi un secondo” disse Larry ai potenziali acquirenti, allontanandosi. “Mamma che succede?”, chiese. “Tuo padre è scomparso, non ho notizie di lui da due giorni, da quando tu sei partito.” “Spiegati meglio”, la esorto’ Larry mentre il sangue gli si raggelava nelle vene. “Ieri mattina subito dopo la tua partenza, tuo padre ha ricevuto una strana telefonata, non mi ha detto nulla ma è uscito di corsa. Da allora non l ho piu visto, non è più rientrato a  casa. Non ti ho chiamato subito perché so che stai concludendo un grosso affare per lui ma sono preoccupata”. Larry cercò di tranquillizzarla ma dentro di lui stava male: “ Hai provato a contattarlo al cellulare”? “Si ma è spento”, rispose sua madre con voce tremante. “Ma non ti ha detto dove sarebbe andato e con chi”? “Non so nulla e stanotte non è rientrato”, Larry sentì sua madre scoppiare in lacrime. “Mamma lo troveremo, cerco di finire il prima possibile e torno a casa, non mi fermo in albergo, prendo il primo treno”. Riagganciò e tornò dai sui acquirenti.

Larry arrivò a casa verso mezzanotte, suo padre ancora non era rientrato mentre sua madre era in preda al panico. Anche Micky era presente, accanto a lei cercava di darle coraggio, “tutto si risolverà, andrà tutto bene” ma non sembrava tanto convinto nemmeno lui poiché sembrava essere tornati ad 1 anno prima quando scomparvero i suoi genitori. “Cosa ci sta succedendo” disse sua madre senza rivolersi a qualcuno in particolare. In quel momento squillo’ il telefono e rispose Micky. Quando riagganciò disse: “Era la polizia, hanno trovato un cadevere nei pressi della stazione, non aveva documenti ma non ci sono state altre denuncie di scomparsa oltre la nostra, pensano si tratti del signor Bernard anche perché la descrizione corrisponde”. Lilly nell’ apprendere questa notizia svenne.

Era ormai l’alba quando Larry, Micky e sua madre rincasarono. Anche Bernard era stato ucciso con un taglio netto alla gola, il corpo si trovava alla stazione ma non era stato ucciso lì, forse chi lo aveva ucciso voleva poi simulare un suicidio ma il corpo era stato scoperto da un contadino che aveva chiamato la polizia, prima che arrivasse il treno. I giorni seguenti furono molto lunghi e stressanti, la burocrazia richiedeva degli adempimenti importanti e solo venti giorni dopo, si poté dare una degna sepoltura a Bernard tra una moltitudine di persone che aveva voluto rendergli l’ ultimo saluto. Al rientro dal funerale, la signora Lilly era andata  a riposarsi mentre Micky e Larry erano rimasti in cucina. “Voglio vendere la fattoria” comunicò Larry a bruciapelo. Micky sgrano’ gli occhi “Cosa stai dicendo”? “Quello che hai sentito. Voglio vendere la fattoria”. Larry notò che Micky lo guardava stupito. “Lo so che ti sembra strano ma credimi, preferisco cosi. Non sono portato per la vita di campagna e per gli animali, finora ho aiutato mio padre per fargli piacere ma non sono portato per questo lavoro”. “E cosa vorresti fare?” “Non lo so ancora, inizio con la vendita, poi si vedrà”. Micky non fece altre domande ma Larry sembrò leggerlo nel pensiero: “Naturalmente tu verrai con me e mia madre, non ti lasceremo da solo” aggiunse.  “Grazie Larry ma non posso accettare, qui lavoro per sdebitarmi ma non posso gravare su di voi, spero che tu cambi idea altrimenti inizierò a cercarmi un altro lavoro”. Si alzò dalla sedia, diede una pacca sulla spalla all’amico e si allontanò nella sua dependance. Larry sospirò perchè sapeva di aver dato a Micky un dispiacere ma ormai aveva deciso. Andò nello studio di suo padre per sistemare le solite cartacce accumulate sulla sua scrivania come faceva ogni martedi e, anche quel giorno, decise di rispettare il solito impegno per onorare la sua memoria. Tra le scartoffie trovò una foto, la prese per guardarla meglio e vide un bambino piccolo in un seggiolone, il bambino sorrideva e allungava le braccia verso una donna bionda. Il bimbo le somigliava molto ma non conosceva né la donna né il bambino. Girò la foto e lesse  1989 Rudy 1 anno. Guardò bene cercando di individuare almeno la casa ma non la riconobbe. Un rumore lo fece girare di scatto, si trovò di fronte un uomo incappucciato. Aveva un coltello, la lama era affilata. “Hai visto la mia foto”, disse. “E tu chi sei”? domandò Larry indietreggiando, “Come sei entrato”?

“Sono l’altra metà di tuo padre, sono un figlio rinnegato da suo padre ancora prima di nascere”.

“Io non riesco a seguirti”,  balbettò Larry.

“Ora ti racconto una storia. Tanti anni fa, in uno dei suoi tanti viaggi tuo padre conobbe mia madre ed ebbe una relazione con lei. Quando seppe che lei aspettava me, chiuse ogni tipo di rapporto, non volle sapere piu nulla nè di lei nè di me. Non voleva perdere tua madre e te, ovvio, voi eravate piu importanti per lui”. Larry lesse il dolore nei suoi occhi e provò una gran pena.  “Mia madre mi ha allevato da sola con tanti sacrifici fino ai miei 16 anni ma poi è venuta a mancare. Prima di morire però mi raccontò tutta la storia. all’inizio mi disinteressai delle mie origini, provoavo troppoodio e rancore per chi ci aveva abbandonato ma, dopo qualche anno, mi misi alla ricerca di tuo padre. L’ ho trovato due anni fa. L’ho aspettato al rientro di uno dei suoi tanti viaggi d’affari e abbiamo parlato. Si, ha accettato di aiutarmi mollandomi qualche soldo ma non aveva nessuna intenzione di farmi entrare a far parte della sua vita. Anzi, a volte neanche mi portava lui i soldi, delegava quella  coppia che lavorava per lui”. Rudy interruppe il racconto come per consentire a Larry di apprendere quello che gli aveva appena detto. “I genitori di Micky?” chiese incredulo Larry. “Si, proprio loro. Tuo padre li aveva messi a conoscenza del nostro segreto, perciò ho deciso di ucciderli”.

“Hai ucciso due persone perchè erano a conoscenza del vostro segreto? Ma tu sei fuori di testa”!

“Infatti non li ho uccisi perchè sapevano del nostro segreto, li ho uccisi affinchè non facessero piu da intermediari, volevo vedere se, eliminandoli, tuo padre fosse finalmente venuto allo scoperto, cosi ho aspettatto il momento propizio per ucciderli”.

“Scommetto che è opera tua anche l’incendio alla stalla”.

“Ovvio”, confermò Rudy, “il nosto caro papà aveva continuato per la sua strada, aveva aperto una carta a mio nome sul quale versava di tanto in tanto una somma ma continuava a non fare il padre. Lo so che ti stai chiedendo se sono stata io ad ucciderlo. Diciamo che non ne avevo  l’intenzione, l’ avevo solo chiamato per dirgli che avrei detto tutto a te e a tua madre, allora lui mi ha dato un appuntamento subito e mi ha raggiunto alla stazione. Abbiamo discusso ed è successo. Ora tocca a te, hai avuto anche quella parte che sarebbe spettata a me, ora pagherai con gli interessi”. Si tuffò su Larry che riuscì a schivare la prima coltellata ma si trovò incastrato tra la scrivania e la finestra. Rudy lanciò un’ altra coltellata che stavolta Larry non riuscì a schivare e sentì un lieve dolore alla scapola. Erano a terra che combattevano, Larry sotto e Rudy sopra. Rudy gli aveva preso la testa e avvicinato la lama alla gola, all’improvviso Larry non sentì piu il suo peso su di lui. Vide Micky combattere, stava dando dei pugni nello stomaco a Rudy quando irrupe nella stanza anche Lilly.

“Micky, Larry state bene?”, chiese preoccupata ma urlò quando vide la spalla sanguinante di Larry e Micky imbrattato di sangue. “Non è nulla mamma, stai tranquilla, è solo un graffio”. Micky disse: “Anch’io sto bene, è lui a stare male”. Rudy era a pancia in giu in una pozza di sangue, il coltello ancora conficcato nello stomaco. La signora Lilly chiamò l’ambulanza che arrivò doo pochi minuti caricando i due ragazzi e constatando il decesso di Rudy.

Lilly e Micky erano rimasti scioccati dal racconto di Larry, dietro le loro sofferenze ed  il loro dolore c’era un figlio non riconosciuto; un figlio che, quando aveva avuto il coraggio di cercare il padre, era stato rinnegato, anche lui aveva sofferto, non c’erano vittime e carnefici, ognuno di loro era stata una vittima. Se la signora Lilly non avesse sentito dei rumori provenire dal piano inferiore e se non avesse avvisato Micky, molto probabilmente non sarebbero stati lì a parlarne. Larry era ancora più convinto di vendere la fattoria e di andare ad abitare altrove, aveva davvero il bisogno di ricominciare, non sarebbe stato facile né per lui, né per sua madre, né per Micky ma ce l’ avrebbero fatta. Di un’altra cosa era certo, non avrebbe mai lasciato Micky da solo, l’avrebbe convinto ad andare con loro, era il minimo che potesse fare dopo che aveva appreso quella sera. Suo padre, anche se incosciamente, era stato la causa di tutto que dolore ma, per fortuna, l’incubo era finito.

(The end)

Giovanna Viola alias@GViola16 

Immagine presa dal web

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