Le onde della mente – II parte

Finita la seduta, Davide provava un senso di vuoto, gli sembrava che quello spazio e quel tempo fossero lontani dalla sua realtà, sapeva che stava aprendo una porta della sua vita rimasta chiusa per troppo tempo, aveva una sensazione di paura. Aveva fatto la scelta giusta? Gli sarebbe servito veramente tutto questo? Mentre pensava a tutto questo cominciava a sentire l’angoscia arrivare, le mani cominciavano a diventare fredde, ghiacciate, quasi non vi fosse più sangue. Il disagio saliva sempre più prepotente, quanto mancava per arrivare a casa? Provava a non pensarci ma non vi riusciva. Ormai la puttana era entrata, più distoglieva il pensiero più l’ansia aumentava, cercava di distrarsi ma sentiva l’aria arrivare sempre con più fatica dai polmoni, apriva il finestrino per respirare, lo chiudeva subito dopo infastidito dai rumore esterni, la testa era vuota, i pensieri ripetitivi, non gli davano tregua. Provava a ripetere che doveva resistere, stava morendo, sicuramente era un infarto, le mani, quelle maledette mani si muovevano a fatica, il suo corpo si contraeva, respirava male, il cuore batteva fortissimo, le mascelle contratte, non riusciva ad aprirle bene, pensava che non sarebbe neanche riuscito a chiedere aiuto. La salivazione era azzerata. Ecco, pensava, sto cominciando a morire. Che morte del cazzo pensava, ci sono tanti modi di morire ed io lo farò in macchina da solo, non riusciranno a salvarmi. Pensava che si sarebbe dovuto rassegnare, stava finendo tutto. Si massaggiò il petto, ma l’ansia sembrava un vento che invadeva ogni parte del suo corpo, doveva distrarsi, mancava poco, cazzo mancava poco. Finalmente arrivò sotto casa, stremato, scese dalla macchina. Era salvo, ancora una volta salvo. Dopo circa 15 minuti cominciò a sentirsi meglio ma lo sconforto saliva, pensava che non sarebbe mai uscito da questa condizione, era prigioniero di se stesso, delle sue paure, pianse.

To be continued 

By Maury

Alias @freud2912

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